Il segreto del benessere non risiede nell’evitare le difficoltà della vita, ma, sorprendentemente, nel modo radicalmente diverso in cui la nostra mente le interpreta. Molti credono che la felicità sia l’assenza di problemi, eppure la vera fioritura personale nasce proprio dalla capacità di trasformare una sconfitta in una leva per la crescita. Come è possibile coltivare questa forza interiore? La risposta si trova in un approccio scientifico che ribalta decenni di psicologia tradizionale, svelando i meccanismi per costruire un appagamento duraturo.
La psicologia positiva: una rivoluzione per il benessere personale
L’architetto di questa rivoluzione è Martin Seligman, fondatore della psicologia positiva. Dopo aver dedicato anni allo studio della depressione, Seligman ha spostato il suo focus da “cosa non funziona nelle persone” a “cosa le fa prosperare”, inaugurando un nuovo campo di ricerca dedicato allo studio scientifico del benessere.
Marco Bianchi, 45 anni, ingegnere di Torino, racconta: “Ero convinto che la mia insoddisfazione cronica fosse un difetto di fabbrica. Per anni ho cercato di ‘riparare’ le mie debolezze, senza successo”. La scoperta di questo nuovo approccio gli ha permesso di guardare a sé stesso non come un problema da risolvere, ma come un potenziale da coltivare, cambiando radicalmente la sua percezione della vita.
Nel suo libro “Imparare l’ottimismo”, Seligman delinea una distinzione cruciale. I pessimisti tendono a vedere gli eventi negativi come permanenti, pervasivi e personali. Un fallimento diventa “sarà sempre così”, “rovinerà tutto” ed “è colpa mia”. Questa visione genera un senso di impotenza che mina alla base la salute mentale.
Al contrario, chi coltiva la positività interpreta le stesse avversità in modo opposto. Una sconfitta è un contrattempo temporaneo, un evento circoscritto a una situazione specifica e spesso legato a cause esterne o modificabili. Questo non è ingenuo ottimismo, ma una strategia mentale che protegge l’equilibrio emotivo e promuove la resilienza.
L’essenza di questo approccio non è correggere i propri difetti all’infinito. Seligman sostiene che la più profonda soddisfazione e il successo derivano dalla costruzione e dall’uso delle nostre forze personali. Si tratta di un cambio di paradigma: smettere di concentrarsi sulle crepe per iniziare a edificare la propria cattedrale interiore, raggiungendo una pienezza di vita insperata.
Il modello p.e.r.m.a.: i 5 pilastri della fioritura personale
Per trasformare questa filosofia in una pratica quotidiana, Seligman ha sviluppato il modello p.e.r.m.a., un acronimo che racchiude i cinque elementi misurabili del benessere. Non si tratta di una formula magica per la felicità istantanea, ma di una mappa per costruire uno stato di grazia interiore solido e duraturo.
Ogni componente contribuisce in modo unico a tessere la trama di una vita appagante. Comprendere questi pilastri significa avere gli strumenti per coltivare attivamente il giardino della propria anima, anziché attendere passivamente che fiorisca da solo. Questa struttura è la chiave per nutrire la propria vitalità.
Emozioni positive (p): il carburante della gioia quotidiana
Il primo pilastro riguarda la capacità di coltivare emozioni come la gratitudine, la speranza, la gioia e la serenità. Non si tratta di ignorare il dolore o la tristezza, ma di dare deliberatamente più spazio alle esperienze positive, anche le più piccole. Questo atteggiamento crea una riserva di energia emotiva.
Avere un bilancio emotivo positivo non significa vivere in un mondo edulcorato, ma semplicemente allenare la mente a notare e apprezzare ciò che di buono già esiste. Questo è il primo passo per costruire le fondamenta di una serenità profonda e di una prosperità emotiva.
Impegno (e): il potere dello stato di ‘flow’
L’impegno si riferisce a quella condizione psicologica nota come “flow” o flusso, teorizzata da Mihaly Csikszentmihalyi. È quello stato di completo assorbimento in un’attività in cui il tempo sembra fermarsi, la consapevolezza di sé svanisce e si prova un profondo senso di soddisfazione.
Trovare attività che ci portino in questo stato, che sia un hobby, il lavoro o lo sport, è fondamentale per il nostro appagamento. È in questi momenti che sperimentiamo la pienezza di vita, utilizzando al massimo le nostre capacità in una sfida che sentiamo alla nostra portata.
Relazioni positive (r): il tessuto connettivo della nostra esistenza
Gli esseri umani sono creature sociali. Le relazioni personali positive sono forse il più potente amplificatore del benessere. Avere persone con cui condividere le gioie, che ci sostengono nelle difficoltà e con cui ci sentiamo visti e capiti è un bisogno fondamentale.
Investire tempo ed energie nel nutrire legami autentici e sani è una delle azioni più concrete che possiamo compiere per il nostro equilibrio emotivo. Queste connessioni sono il vero tessuto della felicità autentica, la rete di sicurezza che ci permette di affrontare le tempeste della vita.
Senso (m): trovare uno scopo più grande di sé
Il quarto elemento è il senso, ovvero l’appartenenza e il servizio a qualcosa che riteniamo più grande di noi stessi. Può essere una causa sociale, la famiglia, una comunità, una fede spirituale o un progetto professionale con un forte impatto.
Avere uno scopo dà direzione e significato alla nostra esistenza, trasformando le azioni quotidiane in tasselli di un mosaico più ampio. È ciò che ci permette di superare gli ostacoli, perché sappiamo di contribuire a qualcosa che trascende il nostro interesse personale, alimentando il nutrimento dell’anima.
Realizzazione (a): il piacere di raggiungere un traguardo
Infine, la realizzazione (accomplishment) si riferisce al perseguire e raggiungere obiettivi, per il semplice gusto di farlo. La sensazione di competenza e di successo che deriva dal superare una sfida è una componente essenziale della soddisfazione personale.
Questo non significa inseguire ossessivamente il successo esteriore, ma porsi traguardi significativi e lavorare con disciplina per raggiungerli. Ogni piccolo successo costruisce autostima e rafforza la nostra percezione di essere agenti efficaci della nostra vita, portandoci verso la vetta della realizzazione.
Oltre la teoria: come applicare i principi del benessere nel 2026
Comprendere il modello p.e.r.m.a. è il primo passo, ma la vera trasformazione avviene quando questi principi vengono integrati nella routine quotidiana. Il benessere non è una destinazione da raggiungere, ma un processo dinamico, una sinfonia interiore da comporre nota dopo nota.
L’obiettivo non è la perfezione, ma un progresso costante verso un’esistenza più ricca e significativa. In un mondo sempre più complesso come quello del 2026, dotarsi di una bussola interiore per navigare le sfide è diventato più che mai essenziale per mantenere un’armonia psicofisica.
Costruire la propria fortezza interiore: un passo alla volta
Iniziare è più semplice di quanto si pensi. Si può partire da piccole abitudini, come tenere un diario della gratitudine per allenare la mente a focalizzarsi sul positivo, o dedicare un’ora alla settimana a un’attività che induce uno stato di flow. L’importante è la costanza.
Costruire la propria fortezza del benessere significa scegliere consapevolmente su quali pensieri e azioni investire le proprie energie. È un lavoro quotidiano di cura e manutenzione del proprio mondo interiore, che con il tempo porta a una stabilità e a una resilienza sorprendenti.
| Pilastro del benessere (p.e.r.m.a.) | Azione concreta per iniziare |
|---|---|
| Emozioni positive | A fine giornata, scrivi tre cose belle che sono successe e perché. |
| Impegno | Scegli un’attività che ami e dedicale 60 minuti senza alcuna distrazione. |
| Relazioni positive | Contatta un amico o un familiare solo per chiedergli come sta, senza altri scopi. |
| Senso | Rifletti su una causa che ti sta a cuore e individua una piccola azione per contribuirvi. |
| Realizzazione | Fissa un piccolo obiettivo settimanale (es. leggere 20 pagine al giorno) e monitora i progressi. |
Superare gli ostacoli: l’ottimismo come abilità da allenare
L’idea più potente di Seligman è che l’ottimismo non è un tratto innato del carattere, ma un’abilità che può essere appresa e allenata, proprio come un muscolo. Questo significa che tutti, anche i più pessimisti, possono imparare a cambiare il proprio stile di pensiero.
Allenarsi a vedere le difficoltà come temporanee e specifiche, anziché come catastrofi permanenti, è la chiave per sviluppare la resilienza. Questa pratica costante è il vero segreto per mantenere un solido benessere psicofisico, anche quando la vita ci mette alla prova.
La psicologia positiva ignora le emozioni negative?
No, assolutamente. La psicologia positiva non nega la sofferenza o le emozioni negative, che sono una parte inevitabile della vita. L’obiettivo è piuttosto quello di bilanciarle, dando più spazio e attenzione alle emozioni e alle esperienze positive per costruire resilienza e benessere complessivo.
Quanto tempo ci vuole per vedere i risultati del modello p.e.r.m.a.?
Non esiste una tempistica universale. I risultati dipendono dalla costanza e dall’impegno individuali. Tuttavia, molte persone iniziano a notare piccoli cambiamenti positivi nel loro umore e nella loro prospettiva già dopo poche settimane di pratica consapevole di alcuni elementi, come il diario della gratitudine.
Essere ottimisti significa essere ingenui o irrealistici?
No. L’ottimismo promosso da Martin Seligman è un ‘ottimismo flessibile’ o ‘realistico’. Non si tratta di ignorare i problemi, ma di interpretarli in modo costruttivo, vedendo gli ostacoli come sfide temporanee e superabili piuttosto che come fallimenti insormontabili e permanenti.
Devo applicare tutti e cinque i pilastri del modello p.e.r.m.a. contemporaneamente?
Non è necessario. Si può iniziare concentrandosi su uno o due pilastri che si sentono più affini o più urgenti in un dato momento della propria vita. L’approccio migliore è graduale: integrare piccole abitudini legate a un elemento e, una volta consolidate, passare a un altro, costruendo il proprio benessere un passo alla volta.









