Secondo una psicologa, puoi trasformare la tua personalità e diventare la persona che hai sempre sognato di essere

La tua personalità può essere trasformata intenzionalmente, non è un’identità fissa ma piuttosto l’insieme delle abitudini che metti in pratica più spesso. E se potessi scolpire attivamente la persona che vuoi diventare, quasi come se fosse un allenamento? La psicologa Shannon Sauer-Zavala propone un approccio radicale che trasforma questo concetto da una condanna a uno strumento potente per la tua vita. Scopriamo insieme come sia possibile riscrivere il proprio percorso.

La personalità: non una condanna, ma una fotografia del presente

Abbiamo sempre pensato alla nostra indole come a un’etichetta immutabile, un destino scritto nelle stelle. Introverso, ansioso, troppo emotivo: definizioni che sembrano spiegare i nostri limiti e le nostre scelte. Ma cosa succederebbe se questa carta d’identità mentale non fosse altro che l’istantanea di un comportamento ripetuto nel tempo?

Marco Bianchi, 34 anni, project manager di Milano, racconta: “Mi sono sempre definito ‘troppo ansioso’ per gestire grandi team. Era la mia scusa per non farmi avanti e rimanere nella mia zona di comfort”. Questa testimonianza riflette una credenza comune: il nostro carattere determina le nostre azioni. In realtà, la psicologia moderna suggerisce che è vero il contrario.

La dottoressa Shannon Sauer-Zavala, in un articolo pubblicato su Psychology Today il 3 febbraio 2026, scardina questa vecchia visione. Sostiene che la personalità non è la causa dei nostri comportamenti, ma una semplice descrizione di schemi ricorrenti. È una materia vivente, non una scultura di marmo.

I tratti come descrizione, non come causa

Quando diciamo che una persona è “pessimista”, stiamo solo riassumendo la sua tendenza ad anticipare il peggio. Non stiamo identificando una causa immutabile del suo essere. I tratti della personalità sono etichette utili per descrivere ciò che facciamo più spesso, non ciò che siamo condannati a essere.

Questa prospettiva trasforma radicalmente il nostro potenziale. Se il tuo modo di essere è un insieme di abitudini, allora, per definizione, puoi cambiarlo. Non si tratta di scoprire un tesoro nascosto, ma di coltivare un giardino interiore, decidendo quali piante far crescere e quali estirpare.

L’evoluzione naturale della nostra indole

La prova più evidente che la nostra struttura interiore non è fissa risiede nella sua naturale evoluzione. Studi a lungo termine dimostrano che, con il passare degli anni, la maggior parte delle persone diventa più stabile emotivamente, più coscienziosa e più aperta verso gli altri.

Questo cambiamento avviene spesso senza sforzo consapevole, semplicemente perché la vita ci costringe ad adattarci. La vera domanda, quindi, non è se la personalità possa cambiare, ma se possiamo accelerare e guidare questo processo in modo intenzionale per raggiungere i nostri obiettivi prima.

Come avviare la trasformazione: le strategie per rimodellare il proprio io

Secondo Sauer-Zavala, la risposta è affermativa. Decenni di ricerca nel campo delle terapie cognitivo-comportamentali hanno dimostrato che esistono strategie concrete per modificare durevolmente il modo in cui pensiamo, sentiamo e agiamo. E poiché la personalità si fonda su questi tre pilastri, anch’essa può essere modellata.

Il cambiamento non è magia, ma allenamento. Rimodellare il proprio io richiede pratica e costanza, proprio come imparare a suonare uno strumento. Ogni piccolo passo contribuisce a creare una nuova melodia interiore, una partitura musicale riscritta secondo i tuoi desideri.

La flessibilità cognitiva: la chiave di volta del cambiamento

Il meccanismo fondamentale alla base di questa trasformazione è la flessibilità cognitiva. Si tratta della capacità di identificare e mettere in discussione le credenze che bloccano i nostri comportamenti. Ad esempio, la convinzione che mostrarsi vulnerabili porti inevitabilmente alla delusione ci spinge ad adottare un atteggiamento difensivo.

Questa postura crea distanza nelle relazioni, confermando la credenza iniziale e chiudendoci in un circolo vizioso. Per spezzare questa catena, è sufficiente introdurre un cambiamento, anche minimo. Provare una reazione diversa, osare una richiesta o condividere un’emozione può incrinare il vecchio schema mentale.

Dai piccoli aggiustamenti alla nuova abitudine

Quando un’esperienza concreta contraddice una vecchia credenza, il nostro cervello inizia a ricalibrare le sue mappe. Ripetendo questi piccoli aggiustamenti, i nuovi comportamenti si consolidano, i pensieri si allineano e, di conseguenza, la nostra essenza personale si ridisegna.

Non è un processo istantaneo, ma un accumulo graduale. Ogni nuova azione è un mattoncino che contribuisce a costruire una nuova versione di te. L’identità smette di essere una gabbia per diventare un abito su misura, adattabile alle esigenze della vita che desideri.

Approccio alla personalitàVisione fissaVisione di crescita
DefinizioneUn’identità immutabile, un destinoUn insieme di abitudini e schemi allenabili
Reazione alle sfideEvitamento (“non sono fatto per questo”)Sperimentazione (“posso imparare a farlo”)
ObiettivoScoprire “chi sono”Costruire “chi voglio diventare”
FocusSull’etichetta e la giustificazioneSull’azione e l’adattamento

Diventare l’architetto della propria vita: un nuovo approccio

L’idea di poter modificare il proprio temperamento può essere spiazzante, quasi scomoda. Ci costringe a prendere in mano le redini, abbandonando la comoda scusa del “sono fatto così”. Ma è anche un’idea incredibilmente potente e liberatoria.

Questo cambio di paradigma ci trasforma da spettatori passivi a protagonisti attivi della nostra esistenza. Il nostro carattere diventa un muscolo da allenare, uno strumento flessibile per affrontare le sfide e costruire il futuro che desideriamo. La personalità si evolve con noi.

Dalla domanda “chi sono?” a “chi voglio diventare?”

La vera rivoluzione proposta da Shannon Sauer-Zavala sta nel cambiare la domanda fondamentale che ci poniamo. Invece di chiederci ossessivamente “chi sono?”, dovremmo domandarci: “chi devo diventare per creare la vita che voglio?”.

Questa domanda sposta il focus dal passato al futuro, dalla diagnosi all’azione. Non si tratta più di analizzare un’indole statica, ma di definire un obiettivo e sviluppare i tratti distintivi necessari per raggiungerlo. La personalità diventa così un percorso in evoluzione.

La personalità come strumento, non come scusa

Definirsi “troppo” qualcosa o “non abbastanza” qualcos’altro significa confondere un’abitudine con un’identità. È come guardare una singola fotografia e credere che rappresenti l’intero film della nostra vita. Ma noi siamo molto più di un singolo scatto.

In definitiva, la nostra personalità non è un codice fisso che ci definisce, ma un potenziale da esprimere. Accettare questa idea significa smettere di usare il nostro carattere come un alibi e iniziare a vederlo come il più potente alleato per realizzare i nostri sogni.

È davvero possibile cambiare tratti radicati come l’introversione?

Sì, ma è importante chiarire cosa significa ‘cambiare’. Non si tratta di diventare l’opposto di sé stessi, ma di ampliare il proprio repertorio di comportamenti. Una persona introversa può imparare a essere più socievole e a suo agio in contesti di gruppo, senza perdere la sua natura riflessiva. L’obiettivo è la flessibilità, non la cancellazione della propria essenza.

Quanto tempo ci vuole per trasformare la propria personalità?

Non esiste una tempistica fissa, poiché il cambiamento dipende dalla costanza, dalla motivazione e dalla profondità delle abitudini da modificare. Il processo è graduale e si basa sulla ripetizione di nuovi comportamenti. Più che un traguardo, è un percorso continuo di crescita e adattamento che dura tutta la vita.

È necessario l’aiuto di uno psicologo per questo processo?

Non è sempre indispensabile, ma può essere estremamente utile. Un professionista può fornire strumenti specifici, come quelli della terapia cognitivo-comportamentale, aiutare a identificare le credenze limitanti e offrire un supporto strutturato. Per cambiamenti profondi, un percorso guidato accelera e rende più efficace il processo.

Qual è il primo piccolo passo che posso fare oggi?

Inizia identificando un singolo comportamento che vorresti cambiare. Poi, invece di concentrarti sulla grande trasformazione, pianifica un’azione minuscola e concreta che vada nella direzione desiderata. Ad esempio, se vuoi essere più assertivo, prova a esprimere una tua preferenza in una situazione a basso rischio, come scegliere il film da guardare con un amico.

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