Impostare il termostato a 19°C permette di risparmiare circa il 7% sui consumi energetici, ma questo gesto, un tempo considerato la regola d’oro del risparmio, nel 2026 avrà un impatto quasi trascurabile sulla tua bolletta finale. Contrariamente a quanto si possa pensare, la colpa non è del tuo impianto, ma di un invisibile “effetto forbice” fiscale e strutturale che sta riscrivendo completamente le regole del gioco. Scopriamo insieme perché quella vecchia abitudine non è più efficace e come riprendere davvero il controllo delle tue spese domestiche.
La vecchia regola dei 19°c: un’eredità del passato che non scalda più
L’idea di fissare la temperatura domestica a 19°c non è una novità, ma un’eredità diretta degli shock petroliferi degli anni ’70. Nata come misura di emergenza per ridurre la dipendenza dal petrolio, questa soglia divenne un simbolo di sobrietà energetica in un’epoca in cui le case erano veri e propri colabrodi termici.
Marco Rossi, 45 anni, impiegato di Milano, racconta: “Credevo di essere virtuoso tenendo 19°c, ma in realtà tremavo di freddo sul divano e la bolletta non scendeva come speravo. Era una frustrazione continua vedere i sacrifici vanificati.” La sua esperienza riflette un sentimento comune: la strategia non funziona più.
All’epoca, gli edifici avevano in media 4 cm di isolante; oggi le nuove costruzioni ne hanno quasi 20 cm. Le normative come la rt 2012 e la re 2020 hanno ridotto le dispersioni di calore di circa il 70%, rendendo una regola così rigida e universale del tutto obsoleta per le abitazioni moderne.
Nuove abitudini, nuove esigenze di comfort
Anche i nostri stili di vita sono radicalmente cambiati. La diffusione del telelavoro e l’aumento della popolazione anziana, che trascorre più tempo in casa, hanno modificato le nostre necessità. Il cervello del calore domestico deve adattarsi a una presenza più costante tra le mura di casa.
Una recente indagine dell’ademe ha rivelato un dato significativo: il 62% degli italiani ritiene che 19°c sia una temperatura insufficiente per sentirsi a proprio agio. La stessa agenzia suggerisce che una temperatura di 20°c nelle zone giorno rappresenta il compromesso ideale, aumentando la sensazione di benessere con un impatto energetico ancora contenuto.
L’illusione del risparmio: perché abbassare il termostato non basta più
Sebbene ridurre la temperatura di un grado consenta ancora di risparmiare circa il 7% sul consumo di energia, l’effetto sulla bolletta finale è drasticamente diminuito. Il motivo risiede nella complessa struttura della fattura energetica del 2026, un mix di costi fissi e variabili che smorza i benefici delle nostre buone abitudini.
Questo dispositivo di controllo, un tempo nostro alleato principale, oggi combatte una battaglia impari contro elementi che non può governare. La bolletta non è solo il riflesso di quanto consumiamo.
Decifrare la bolletta: l’impatto dei costi fissi e delle tasse
La tua bolletta è composta da una quota fissa per l’abbonamento, i costi di trasporto dell’energia e una serie di tasse, come l’ex-ticfe (tassa interna sul consumo finale di elettricità) e la cta (contribuzione tariffaria di avviamento). Queste voci sono immuni alle tue azioni sul regolatore di temperatura.
Si verifica così il cosiddetto “effetto forbice”: anche se il tuo consumo cala, il costo di ogni singolo kwh può aumentare e la parte fissa della bolletta rimane invariata. In pratica, risparmi meno di quanto potresti immaginare agendo solo sul termostato.
La “temperatura percepita”: la nuova variabile che cambia le carte in tavola
Un decreto del 14 giugno 2024 ha introdotto un concetto fondamentale: la “temperatura percepita”. Non conta solo il grado indicato dal termostato, ma una combinazione di temperatura, umidità e movimenti d’aria. Un ambiente a 19°c con aria molto secca può farci sentire più freddo di uno a 18°c ma con un’umidità controllata.
Questo significa che insistere ciecamente sui 19°c, senza gestire l’umidità, può portare a un comfort scarso e a un inutile dispendio energetico. Il vero benessere si ottiene orchestrando tutti questi fattori, trasformando il pannello di comando del clima in un vero e proprio gestore del benessere ambientale.
La strategia intelligente 2026: comfort reale e risparmio concreto
La soluzione per il 2026 non è più abbassare indiscriminatamente, ma gestire il calore in modo intelligente e dinamico. Si tratta di trasformare il guardiano della temperatura da semplice esecutore a stratega del comfort, adattando il calore alle reali necessità della casa e dei suoi abitanti.
L’obiettivo è semplice: fornire il calore giusto, nel posto giusto, al momento giusto. Questo approccio, basato sulla programmazione e sulla differenziazione, è la vera chiave per ottimizzare i consumi senza sacrificare il benessere.
Mappare il calore: temperature diverse per ogni ambiente
Ogni stanza ha una sua funzione e, di conseguenza, una sua temperatura ideale. Gli esperti consigliano di impostare il cuore pulsante del riscaldamento per mantenere circa 20°c nelle zone giorno come il salotto e la cucina, dove si trascorre la maggior parte del tempo da svegli.
Per le camere da letto, una temperatura tra i 16°c e i 18°c è perfetta per garantire un sonno riposante. Il bagno può essere portato a 22°c solo per i brevi periodi in cui viene utilizzato, mentre per le zone di passaggio come corridoi e ingressi sono sufficienti 17°c. Questo controllo del calore mirato evita sprechi enormi.
| Zona della casa | Approccio obsoleto (19°c fissi) | Strategia smart 2026 | Risultato |
|---|---|---|---|
| Soggiorno | 19°c (spesso insufficienti) | 20°c (durante l’uso) | Comfort ottimale |
| Camera da letto | 19°c (troppo caldo per dormire) | 17°c (notte) | Migliore qualità del sonno |
| Bagno | 19°c (freddo durante l’uso) | 22°c (solo quando serve) | Benessere mirato e zero sprechi |
| Zone di passaggio | 19°c (spreco di energia) | 17°c (temperatura di mantenimento) | Risparmio energetico |
Il ritmo del calore: programmare è la vera chiave
L’errore più comune è spegnere completamente il sistema di riscaldamento quando si esce per diverse ore. I muri si raffreddano e l’energia richiesta per riportare l’intera abitazione in temperatura è molto maggiore rispetto a quella necessaria per mantenere una temperatura minima costante (es. 17°c).
Utilizza un cronotermostato o un termostato smart per programmare le temperature. Fai in modo che la casa raggiunga i 20°c poco prima del tuo risveglio o del tuo rientro la sera, e imposta una temperatura più bassa durante la notte o le ore di assenza. Questo maestro del clima interno lavorerà per te, garantendo comfort e risparmio.
Oltre il termostato tradizionale: le innovazioni del futuro
Il settore del riscaldamento è in continua evoluzione e nuove tecnologie promettono di rivoluzionare ulteriormente il nostro rapporto con il calore domestico. La vera frontiera, secondo alcuni esperti, è il “riscaldamento asimmetrico”, una tecnologia che permette di avere temperature diverse all’interno della stessa stanza.
Immagina di poter riscaldare la zona dei piedi a 22°c e mantenere quella della testa a 18°c, seguendo il principio della termica stratificata per un comfort mai provato prima. Sebbene alcuni installatori temano una “inutile complessificazione” degli impianti, associazioni come negawatt vedono in queste innovazioni un passo cruciale verso la sobrietà energetica.
Tuttavia, prima di guardare a queste soluzioni futuristiche, la vera rivoluzione per il tuo portafoglio nel 2026 risiede in una gestione più consapevole e attenta del termostato che già possiedi. La sentinella del tepore di casa tua ha solo bisogno di istruzioni più precise.
Nel 2026, l’arte del risparmio energetico non si baserà più su un singolo gesto, ma su una strategia dinamica. Abbandonare la vecchia regola dei 19°c in favore di una gestione intelligente del regista del comfort è il primo passo per affrontare le nuove sfide della bolletta energetica. Il vero controllo non è abbassare, ma modulare.
I punti chiave da ricordare sono due. Primo, la struttura della bolletta, con i suoi costi fissi e le sue tasse, limita fortemente l’impatto di una semplice riduzione dei consumi. Secondo, il risparmio più significativo si ottiene programmando il dispositivo di controllo per differenziare le temperature per stanza e per fascia oraria.
Sei pronto a trasformare il tuo termostato da semplice interruttore a vero alleato del tuo benessere e del tuo portafoglio?
È meglio spegnere del tutto il riscaldamento quando esco di casa?
No, non è consigliabile per assenze di poche ore. L’energia necessaria per riportare in temperatura i muri freddi è maggiore di quella usata per mantenere una temperatura minima costante (circa 16-17°c). Spegnere conviene solo per assenze prolungate, come un weekend fuori.
Qual è la temperatura ideale per dormire bene?
Per un sonno di qualità, gli esperti raccomandano una temperatura in camera da letto tra i 16°c e i 18°c. Un ambiente troppo caldo può disturbare i cicli del sonno e peggiorare il riposo.
Un termostato smart mi farà davvero risparmiare?
Sì, un termostato intelligente può portare a risparmi significativi perché automatizza la programmazione intelligente. Impara le tue abitudini, si regola in base alla tua presenza e può essere controllato da remoto, evitando sprechi e ottimizzando il comfort.
Perché a volte sento freddo in casa anche se il termostato segna 19°c?
Questo fenomeno è legato alla ‘temperatura percepita’. Un basso livello di umidità o la presenza di spifferi possono farti sentire più freddo. Controllare l’umidità (idealmente tra il 40% e il 60%) può migliorare notevolmente il comfort senza dover alzare la temperatura.









