Ridurre la temperatura di lavaggio di soli 10°C permette di risparmiare fino al 30% di energia, un dato confermato da recenti studi. Eppure, la maggior parte di noi continua a usare cicli più caldi del necessario, convinti che solo le alte temperature garantiscano un pulito impeccabile. Ma cosa succederebbe se vi dicessimo che questo non solo è falso per i vestiti di tutti i giorni, ma sta anche gonfiando inutilmente le vostre bollette? Scopriamo insieme come una piccola modifica alle abitudini di lavaggio della vostra biancheria da casa e del vostro guardaroba può trasformarsi in un risparmio significativo.
L’impatto nascosto della temperatura sulla bolletta elettrica
Nonostante un leggero calo delle tariffe energetiche previsto per il 2026, con una riduzione della contribuzione tariffaria d’acheminement, ogni singolo gesto per alleggerire la bolletta resta fondamentale. Molti ignorano che la lavatrice, con un consumo medio di 101 kWh all’anno per un modello da 7 kg, ha un impatto non trascurabile, paragonabile a quello di una console per videogiochi.
Giulia Rossi, 42 anni, grafica freelance di Milano, racconta: “Pensavo che per avere lenzuola e asciugamani veramente puliti servissero 60°C. Quando ho provato a scendere a 40°C, non solo il risultato era identico, ma ho visto la differenza sulla bolletta a fine mese.” Con due bambini piccoli, le lavatrici sono continue; questo piccolo cambiamento ha alleggerito il bilancio familiare senza sacrificare l’igiene del nostro corredo tessile.
Il vero colpevole del consumo non è il motore che fa girare il cestello, ma la resistenza elettrica che scalda l’acqua. È qui che si concentra la quasi totalità della spesa energetica di un ciclo di lavaggio. Ecco perché una piccola regolazione può avere un effetto così grande sui costi finali.
Il costo reale delle alte temperature
Uno studio condotto da Testex è illuminante: passare da un lavaggio a 40°C a uno a 30°C consente un risparmio energetico del 30%. La curva dei consumi, però, sale in modo esponenziale con l’aumentare dei gradi. Un ciclo a 60°C fa impennare il consumo di oltre il 50% rispetto a uno a 40°C.
Il picco si raggiunge con i cicli a 90°C, spesso usati per la biancheria da casa molto sporca. In questo caso, il consumo è più del doppio (+110%) rispetto a un lavaggio standard a 40°C. Questi numeri dimostrano come il vero lusso non sia il calore, ma l’efficienza.
L’ADEME, agenzia francese per la transizione ecologica, citata da Engie, conferma questa logica con una formula semplice: lavare il bucato a 30°C consuma tre volte meno energia di un lavaggio a 90°C e due volte meno di uno a 60°C. Un’enorme differenza ottenuta semplicemente ruotando una manopola.
Perché 30°C è la scelta ideale per la maggior parte dei lavaggi
Contrariamente a una credenza diffusa, la pulizia non dipende esclusivamente dalla temperatura. I detersivi moderni sono formulati con enzimi e tensioattivi che si attivano e lavorano efficacemente già a basse temperature, garantendo una rimozione ottimale dello sporco quotidiano.
Questa temperatura è perfetta per la grande maggioranza dei tessuti che indossiamo ogni giorno, come cotone, lino, lana o fibre sintetiche come l’acrilico. Scegliere un ciclo a 30°C per il bucato ordinario non è un compromesso sull’igiene, ma una scelta intelligente per il portafoglio e per la longevità dei capi.
Preservare i tessuti e i colori nel tempo
Le alte temperature non sono solo nemiche del risparmio, ma anche dei vostri vestiti e del cuore tessile della vostra casa. Il calore eccessivo tende a indebolire le fibre, a sbiadire i colori e a causare il restringimento di alcuni materiali. Lavare a freddo è un gesto di cura.
Utilizzare temperature più basse significa prolungare la vita del vostro guardaroba e mantenere la brillantezza originale dei colori più a lungo. Un maglione che mantiene la sua forma e una maglietta che non perde la sua vivacità sono il risultato di abitudini di lavaggio più delicate, che partono proprio dalla temperatura. Anche la biancheria da casa più pregiata ne beneficerà.
Quando le alte temperature sono davvero indispensabili
Ci sono situazioni specifiche in cui i cicli a 60°C o 90°C restano necessari. La loro funzione principale non è tanto lavare, quanto disinfettare, eliminando batteri, acari della polvere e germi. Questa esigenza si presenta in contesti ben precisi.
Il lavaggio ad alta temperatura è raccomandato per la biancheria da casa come lenzuola e asciugamani, soprattutto se utilizzati da persone malate o con allergie. Lo stesso vale per gli indumenti dei neonati, la cui pelle è particolarmente sensibile, e per i tessili per la casa che necessitano di una sanificazione profonda.
La gestione delle macchie ostinate
Anche in presenza di macchie molto resistenti, come grasso, olio o vino, un ciclo ad alta temperatura può essere la soluzione. Il calore aiuta a sciogliere e a rimuovere questo tipo di sporco, che un lavaggio a freddo potrebbe non riuscire a trattare completamente.
Tuttavia, prima di ricorrere sistematicamente ai 90°C, è sempre consigliabile pretrattare la macchia con un prodotto specifico. Spesso, questa azione mirata permette di ottenere un risultato perfetto anche con un ciclo a 40°C, preservando i tessuti domestici e risparmiando energia.
| Temperatura del ciclo | Consumo energetico relativo | Uso consigliato |
|---|---|---|
| 90°C | Molto alto (+110% vs 40°C) | Biancheria da casa (lenzuola, asciugamani) per disinfezione, macchie molto ostinate. |
| 60°C | Alto (+50% vs 40°C) | Asciugamani, strofinacci da cucina, vestiti di bambini, bucato che richiede sanificazione. |
| 40°C | Standard | Capi di cotone colorati, jeans, tessuti misti, sporco normale. Ottimo compromesso. |
| 30°C | Basso (-30% vs 40°C) | Bucato quotidiano poco sporco, tessuti delicati (lana, seta), capi scuri per preservare i colori. |
Oltre la temperatura: l’importanza della durata del ciclo
Un altro fattore spesso trascurato è la durata del programma di lavaggio. Potrebbe sembrare controintuitivo, ma un ciclo troppo rapido non è sempre sinonimo di risparmio. Anzi, per raggiungere la temperatura impostata in brevissimo tempo, la lavatrice richiede un picco di energia molto elevato.
Al contrario, un ciclo eccessivamente lungo, pur riscaldando l’acqua più gradualmente, aumenta il consumo a causa del tempo prolungato di funzionamento del motore. La soluzione ideale si trova spesso nei programmi “eco”.
Questi cicli durano di più, ma sono progettati per ottimizzare ogni fase del lavaggio, mantenendo la temperatura costante con il minimo dispendio energetico. Abbinare un programma eco a una bassa temperatura è la combinazione vincente per massimizzare il risparmio senza sacrificare la pulizia della vostra biancheria da casa.
Lavare a 30°C disinfetta i vestiti?
No, un lavaggio a 30°C pulisce efficacemente ma non disinfetta. Per un’azione sanificante contro batteri e germi, è necessario un ciclo a 60°C o superiore, consigliato per la biancheria da casa in caso di malattia o per gli indumenti dei neonati.
Quale programma della lavatrice consuma meno?
Il programma ‘Eco’ è specificamente progettato per ridurre al minimo il consumo di acqua ed energia. Sebbene abbia una durata maggiore, ottimizza il riscaldamento dell’acqua e l’azione meccanica, risultando la scelta più efficiente, specialmente se abbinato a una bassa temperatura.
Posso usare i detersivi normali a basse temperature?
Sì, la maggior parte dei detersivi moderni, sia in polvere che liquidi, è formulata con enzimi che si attivano già a 30°C. Per la massima efficacia, verifica sulla confezione del prodotto che sia specificata la compatibilità con i lavaggi a freddo.
Abbassare la temperatura può danneggiare la lavatrice?
No, lavare a basse temperature non danneggia l’elettrodomestico. Tuttavia, per mantenere la lavatrice pulita e prevenire la formazione di muffe o cattivi odori, è buona norma effettuare un ciclo di manutenzione a vuoto a 90°C una volta al mese.









