Entro il 2026, una serie di direttive europee, recepite anche in Italia, inizierà a rendere i classici termosifoni un ricordo del passato, specialmente nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni importanti. Ma non si tratta solo di una questione di leggi. Questa è la cronaca di una rivoluzione silenziosa che sta trasformando il modo in cui viviamo il calore nelle nostre case, sostituendo il metallo rovente con un comfort più avvolgente e invisibile. Perché questi fedeli compagni delle nostre stagioni fredde sono improvvisamente diventati obsoleti? E cosa prenderà il loro posto per donarci quel benefico tepore?
“Ricordo il calore rassicurante dei termosifoni di ghisa a casa di mia nonna a Bologna. Era un tepore denso, quasi un abbraccio,” racconta Marco Galli, 48 anni, ingegnere energetico di Torino. “Oggi, però, so che quel tipo di riscaldamento appartiene a un’altra epoca. I miei clienti cercano un’efficienza e un benessere che i vecchi radiatori, energivori e poco omogenei, non possono più garantire. Il futuro è un’onda di benessere che pervade l’ambiente, non un punto rovente in un angolo della stanza.”
La fine di un’era: perché diciamo addio ai termosifoni?
Per decenni sono stati il simbolo del comfort domestico, il cuore pulsante delle nostre case durante l’inverno. Eppure, oggi, i radiatori tradizionali sono considerati una tecnologia superata, un po’ come le vecchie lampadine a incandescenza. Le ragioni di questo tramonto sono chiare e intrecciano normative, efficienza e una nuova concezione dell’abitare.
Le nuove direttive europee e l’impatto sull’Italia
Il colpo di grazia arriva dall’Europa. La Direttiva EPBD (Energy Performance of Buildings Directive), ribattezzata in Italia “Direttiva Case Green”, traccia un percorso netto: edifici a emissioni zero entro il 2050. Un obiettivo ambizioso che passa necessariamente dallo stop ai sistemi di riscaldamento alimentati da combustibili fossili. Dal 2025, infatti, in Italia cesseranno gli incentivi statali per l’installazione di caldaie a gas tradizionali, il motore primario dei nostri termosifoni.
Questo non significa che dovremo smantellare tutto dall’oggi al domani, ma che nelle nuove costruzioni e nelle “ristrutturazioni rilevanti” sarà obbligatorio scegliere soluzioni più sostenibili. L’era del gas a basso costo che alimenta radiatori roventi sta finendo, lasciando spazio a un nuovo paradigma di energia termica, più pulita e intelligente. Il calore di domani sarà verde, o non sarà.
Efficienza energetica: il tallone d’Achille del radiatore
Il problema principale dei termosifoni classici è la loro “sete” di alte temperature. Per diffondere un calore efficace, necessitano di acqua a 60-80°C. Questo li rende partner ideali per le vecchie caldaie a gas, ma terribilmente inefficienti se abbinati alle moderne pompe di calore, le vere protagoniste della transizione energetica.
Le pompe di calore, infatti, lavorano al meglio con acqua a bassa temperatura (30-45°C). Forzarle a produrre acqua così calda per i vecchi radiatori è come chiedere a un’auto elettrica di correre sempre in prima marcia: uno spreco enorme di energia. Si stima che un sistema a radiatori tradizionali possa consumare fino al 30% in più di un sistema a bassa temperatura per produrre la stessa sensazione di calore percepito. Questo si traduce in bollette più salate e un maggiore impatto ambientale. Quel soffio tiepido che amiamo deve diventare più sostenibile.
Un’estetica superata e un ingombro fastidioso
Oltre all’efficienza, c’è un fattore che architetti e interior designer non sopportano più: l’ingombro. I radiatori sono oggetti fisici, spesso brutti, che dettano la disposizione dei mobili, “rubano” pareti preziose e accumulano polvere. Costringono a compromessi stilistici e limitano la libertà creativa. La nuova frontiera del design d’interni cerca un comfort invisibile, un benessere termico che si percepisce senza vedersi. L’idea di un calore che emana da un blocco di metallo è semplicemente diventata obsoleta.
Il futuro del riscaldamento: le alternative che ci scalderanno domani
Se il radiatore è al tramonto, cosa sorgerà al suo posto? Le alternative non solo esistono, ma sono già mature, efficienti e capaci di offrire un’esperienza di comfort superiore. Stiamo entrando nell’era del calore diffuso, un’anima termica che avvolge la casa in modo omogeneo.
Il trionfo del riscaldamento a pavimento: una carezza di tepore
È la soluzione regina, il gold standard del riscaldamento moderno. Un sistema di tubazioni annegato nel massetto diffonde un calore dolce e costante dal basso verso l’alto. La sensazione è quella di camminare su un pavimento tiepido, una carezza del tepore che si irradia uniformemente in tutto l’ambiente, senza correnti d’aria o zone fredde.
I vantaggi sono enormi: lavora a temperature bassissime (30-35°C), rendendolo il partner perfetto per le pompe di calore, i pannelli solari termici e le caldaie a condensazione. Libera completamente le pareti, offrendo una libertà progettuale totale. Il comfort percepito è superiore, perché il corpo umano apprezza maggiormente un calore che proviene dal basso. È il vero comfort invisibile.
Pompe di calore: il cuore pulsante della nuova casa
La pompa di calore è la tecnologia chiave. Non crea calore bruciando qualcosa, ma lo “sposta” dall’esterno (aria, acqua o sottosuolo) all’interno. È un processo incredibilmente efficiente: per ogni kWh di energia elettrica consumata, può produrre da 3 a 5 kWh di energia termica. Funzionando in modo ottimale a basse temperature, si sposa alla perfezione con i sistemi radianti a pavimento o a parete. Inoltre, molti modelli sono reversibili e possono produrre anche raffrescamento in estate, offrendo un clima domestico ideale tutto l’anno.
Non solo pavimento: radiatori a bassa temperatura e soluzioni smart
Sostituire i termosifoni con un impianto a pavimento può essere invasivo e costoso in una ristrutturazione. Esistono però soluzioni intermedie eccellenti. I radiatori a bassa temperatura (o “termoarredi di nuova generazione”) hanno una superficie molto più grande di quelli tradizionali e riescono a diffondere un calore piacevole anche con acqua a 45-50°C. Sono un compromesso intelligente per migliorare l’efficienza senza stravolgere la casa.

Un’altra opzione sono i ventilconvettori (o fan coil), che utilizzano una ventola per distribuire l’aria calda (o fredda) in modo più rapido. Sebbene leggermente più rumorosi, sono molto efficaci e compatibili con le pompe di calore, garantendo un riscaldamento veloce ed efficiente.
Cosa significa questo per la tua casa? Guida pratica alla transizione
La notizia della “scomparsa” dei radiatori può generare ansia. È fondamentale capire cosa fare, senza allarmismi. La transizione verso un nuovo tipo di calore domestico sarà graduale e guidata da opportunità, più che da obblighi immediati.
Devo cambiare subito i miei termosifoni?
La risposta breve è no. Nessuna legge vi obbligherà a smantellare il vostro impianto esistente se è funzionante. Le nuove normative, come il D.Lgs 199/2021 in Italia, si applicano principalmente alle nuove costruzioni e alle “ristrutturazioni importanti di primo livello” (che coinvolgono più del 50% della superficie dell’involucro dell’edificio). Tuttavia, se state pianificando una ristrutturazione, anche parziale, ignorare queste nuove tecnologie sarebbe un errore strategico. È l’occasione perfetta per investire in un sistema che abbatterà le bollette e aumenterà il valore del vostro immobile.
Quanto costa passare a un sistema di riscaldamento moderno?
I costi variano molto. L’installazione di un sistema a pavimento in un appartamento di 100 mq a Roma o Milano può variare tra 8.000 e 15.000 euro, a cui si aggiunge il costo della pompa di calore (altri 7.000-12.000 euro). La buona notizia è che l’Italia offre ancora importanti incentivi fiscali, come l’Ecobonus e il Superbonus (seppur rimodulato), che possono ridurre drasticamente l’investimento iniziale. Il risparmio in bolletta, che può arrivare fino al 40-50% annuo, permette poi di ammortizzare la spesa nel medio periodo, trasformando un costo in un investimento sul futuro del vostro benessere termico.
L’addio ai radiatori tradizionali non è una fine, ma l’alba di un nuovo modo di concepire il calore e il comfort. È una transizione verso case più intelligenti, sane ed economiche, dove il benessere non è più legato a un oggetto ingombrante, ma è una sensazione diffusa e invisibile che ci avvolge.
I punti chiave da ricordare sono semplici:
- Le normative europee e italiane stanno spingendo il mercato verso sistemi di riscaldamento a emissioni zero, rendendo le caldaie a gas e i radiatori tradizionali una scelta obsoleta per il futuro.
- Le alternative, come il riscaldamento a pavimento abbinato a una pompa di calore, offrono un’efficienza energetica e un livello di comfort nettamente superiori.
- La transizione non è un obbligo immediato per tutti, ma rappresenta una grande opportunità per chi costruisce o ristruttura, permettendo di valorizzare l’immobile e tagliare i costi energetici a lungo termine.
La vera domanda non è se diremo addio ai vecchi termosifoni, ma quanto velocemente saremo pronti ad abbracciare questo nuovo concetto di calore, trasformando le nostre case in veri e propri rifugi di efficienza e benessere.
Domande Frequenti (FAQ)
Posso usare i miei vecchi termosifoni con una nuova pompa di calore?
Tecnicamente è possibile, ma è fortemente sconsigliato. Per far funzionare i vecchi radiatori, la pompa di calore dovrebbe produrre acqua ad alta temperatura, lavorando in condizioni di scarsa efficienza. Questo annullerebbe gran parte del risparmio energetico. Per un funzionamento ottimale, è necessario abbinarla a sistemi a bassa temperatura come impianti a pavimento o radiatori di nuova generazione.
Il riscaldamento a pavimento è salutare?
Sì, è considerato uno dei sistemi più salutari. La distribuzione uniforme del calore riduce i moti convettivi dell’aria, limitando la circolazione di polvere e acari, un vantaggio per chi soffre di allergie. Inoltre, mantenendo i piedi caldi e la testa fresca, rispetta la fisiologia del corpo umano, aumentando la sensazione di benessere.
Gli incentivi statali come l’Ecobonus coprono l’intera spesa?
No, gli incentivi non coprono il 100% della spesa, ma offrono detrazioni fiscali significative su una percentuale dell’importo sostenuto (ad esempio, il 65% per la sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale con sistemi a pompa di calore). Le aliquote e i massimali di spesa vengono aggiornati periodicamente, quindi è fondamentale consultare le normative vigenti o un professionista del settore.
Qual è la durata di un impianto di riscaldamento a pavimento?
Un impianto a pavimento ha una durata eccezionale. Le tubazioni in materiale plastico, annegate nel massetto, sono protette da usura e agenti esterni e possono durare oltre 50 anni senza necessità di manutenzione. Le parti “attive” del sistema, come la pompa di calore o la caldaia, hanno invece una vita utile paragonabile a quella degli impianti tradizionali (15-20 anni).








